Gestus

Gestus, ideato da Video Sound Art è il primo progetto espositivo ospitato nello spazio del Teatrino di Palazzo Grassi, a Venezia. L’esposizione si articola in due atti e si ispira alle riflessioni sull’essere corpo inaugurate dai grandi maestri teatrali del ‘900 (Artaud, Copeau, Decroux, Mejerchol’d). Indaga il linguaggio fisico come attivatore di una dinamica trasformativa, spirituale e sociale.
L’intero progetto è concepito come un corpo in continua evoluzione incarnato da due coppie di interpreti e da un coro di performer.

Testo curatoriale
Footnotes – approfondimenti editoriali

(from left to right) Luca Trevisani, Daniel Day Lewis, 2021, Courtesy dell’artista, della Galerie Mehdi Chouakri, Berlino e Pinksummer contemporary art, Genova, Enrique Ramirez, L’homme sans image, 2020, Courtesy dell’artista e della Galleria Michel Rein, Parigi/Bruxelles. Installation view, Gestus I atto: Rifare il corpo, at Teatrino di Palazzo Grassi, 2021. Ph. Matteo De Fina © Palazzo Grassi
I atto: Rifare il corpo
15 ottobre – 24 novembre 2021

Opere di: Enrique Ramirez e Luca Trevisani
Performance di: Enrique Ramirez, Caterina Gobbi e Andrea Di Lorenzo

Opere:
L’homme sans image
El lamento del velero invertido

Performance:
El lamento del pájaro y el bote invertido

Nell’opera video L’Homme sans image il protagonista danza avvolto da una vela nelle profondità marine, il suo corpo perde ogni durezza nelle azioni e acquisisce la fluidità acquatica di un’alga. Uno strumento insolito invece, l’ocaina, compone l’opera scultorea El lamento del velero invertido in mostra, che utilizza la stessa fluidità per produrre suoni acuti attraverso il movimento di liquidi. L’ocaina è un oggetto misterioso legato alla cultura andina di cui ancora si conosce poco; i suoi fischi vanno a scandire ritmicamente il tempo dell’esposizione e l’evoluzione del corpo all’interno di essa.

Performance
Venerdì 15 ottobre, ore 19.45 e ore 20.45

L’homme sans image, Enrique Ramirez, video HD, 9′, 2020

Opere:
Daniel Day Lewis
L 38° 11’ 13.32’ N 13° 21’ 4.44’ E
(Don’t )Try This at Home

Daniel Day-Lewis è una serie di sculture realizzate in pane e legno che riprendono la forma di scarpe da corsa. L’artista cristallizza l’atto del camminare e allo stesso modo espande la sua dimensione temporale, mostrando come le tracce di percorsi si sono fuse alle scarpe, come se quei piedi avessero raccolto le forme del mare e le lunghe passeggiate fossero avvenute nell’oceano.
Le medesime stratificazioni e scomposizioni sono visibili in (Don’t)Try This at Home, fibre vegetali vengono trasformate in bio-plastiche dalle forme organiche, e in L 38° 11’ 13.32’ N 13° 21′ 4.44′ E, opera video realizzata presso le grotte siciliane di Addaura, simbolo del rapporto simbiotico tra uomo e natura.

(Don’t )Try This at Home, Luca Trevisani, 2021

Performance:
Foglie di fico

In Foglie di fico Andrea Di Lorenzo si mette all’interno di un fitto cespuglio di foglie di fico realizzato in cemento e ferro. All’esterno sono visibili solo le gambe dell’artista, immobili, tanto che ad un osservatore poco attento potrebbero sembrare quelle di un manichino. Durante la performance,
l’artista azzera qualsiasi movimento, assumendo di fatto un ritmo corporeo simile a quello delle piante. Anche in questo caso il riferimento al filosofo Emanuele Coccia rende più chiaro il funzionamento dell’opera. Infatti l’autore sostiene che a differenza dell’uomo la pianta continui ad evolversi per tutta la sua vita. È precisamente in questo senso che il corpo dell’artista, ma in generale anche quello della mostra, altera la sua struttura essenziale cambiando il proprio ritmo e avvicinandosi a quello di un vegetale.

Performance
Venerdì 15, dalle ore 18 alle 21
Sabato 16 ottobre, dalle ore 11 alle 13 e dalle ore 16 alle 19

Foglie di fico, Andrea Di Lorenzo, 2021
Photo credit: Francesca Ferrari

Performance:
Had there been anyone to listen

Nelle profondità del sottosuolo, fuori dalla portata di qualsiasi orecchio umano, movimenti sotterranei e superficiali creano maestose melodie. Con l’impiego di particolari microfoni, Caterina Gobbi ha campionato queste vibrazioni nelle zone del Monte Bianco. Una raccolta di voci ipogee che l’artista presenta con un’inedita performance sonora, per riflettere sulla percezione e sul rapporto tra uomo, macchina e natura. Durante la performance, l’artista si muove indossando una struttura in rame a cui sono collegate casse acustiche. Mentre cammina, Gobbi riproduce le sonorità campionate in alta montagna, utilizzando la struttura come se fosse un’espansione del suo corpo. Caterina Gobbi lascerà nel Teatrino una traccia della performance fino alla fine del primo atto.

Performance
Sabato 16 ottobre, ore 11, ore 16.30 e ore 18
Domenica 17 ottobre, ore 11 e ore 16.30.

Had there been anyone to listen, Caterina Gobbi, 2021
Photo credit: Francesca Ferrari

II atto: Il montaggio delle azioni
1 dicembre 2021 – 15 gennaio 2022

Opere di: Ludovica Carbotta e Driant Zeneli
Performance di: Ludovica Carbotta, Annamaria Ajmone e Driant Zeneli

Opera:
Monowe (Tribunale)
Performance:
Su un cittadino al di sopra di ogni sospetto

Ludovica Carbotta presenta Il Tribunale della serie Monowe in una forma frammentata. Il paradosso di un organo giuridico appartenente ad una città composta da un unico abitante porta il pubblico a mettere in discussione la differenza tra la giustizia e l’atto di salvare il sé. In un mondo in cui l’individualismo prevale sull’individuo, come potrebbe funzionare un tribunale? La dimensione solipsistica dell’unico cittadino di Monowe rispecchia la condizione contemporanea di autoisolamento.
Nella performance Su un cittadino al di sopra di ogni sospetto Benedetta Barzini interpreta l’ipotetico cittadino assumendo i ruoli di imputato, difesa, accusa e giuria contemporaneamente. Percependo sé stesso in terza persona, diventa estraneo alle sue medesime azioni, come l’attore di Brecht che deve “tenersi a distanza.” In questa immagine si concretizza il corpo della seconda parte della mostra: muta sia fisicamente che mentalmente fino a diventare altro dalla sua individualità.

Performance:
Mercoledì 1 dicembre, ore 19.45

Opere:
No wise Fish would escape without flying
How deep can swim a Dragonfly in the Ocean?
Performance:
In an attempt to get up

Driant Zeneli usa il linguaggio dell’utopia per espandere i limiti del corpo. Brechtianamente la finzione utopica non cerca di sembrare realistica, anzi attraverso lo straniamento che produce aiuta lo spettatore a mettere in discussione la logica ordinaria. In questo modo Zeneli fa rincorrere un pesce rosso e uno squalo all’interno delle architetture brutalista della Biblioteca Nazionale del Kosovo (No Wise Fish Would Escape Without flying); oppure racconta la storia fantastica ma reale di una persona incarcerata ingiustamente per vent’anni che tuttavia riesce a coltivare il suo sogno di volare attraverso la realizzazione di piccole libellule robot (How deep can swim a Dragonfly in the Ocean?). Questa narrazione sarà anche alla base del workshop e performance In an attempt to get up, che Zeneli realizzerà in conclusione della mostra. Insieme ad un gruppo di bambini, l’artista, andrà a ri-immaginare il concetto di spazialità prendendo spunto dal modo di volare della libellula.

Performance:
Sabato 15 gennaio

Performance:
Senza titolo

“Là danze è già lì” dice Annamaria Ajmone, bisogna solo farla emergere attraverso. La performance nasce dal dialogo con le opere in mostra, dalla volontà di creare una frattura in un ordine organico appena costituito. Questa frattura è generata da azioni, talvolta sinuose talvolta repentine, che richiamano le idee di molti maestri teatrali (Brecht, Decroux, Artaud).
La performance avrà 3 iterazioni nel corso della giornata, esse saranno diverse l’una dall’altra e andranno occupare gli spazi concettuali tra le opere; cioè fungeranno da ponti tra concetti e modulazioni di corpi eterogenei per comporre la geografia della mostra.

Performance:
Sabato 4 dicembre, ore 11, ore 16.30 e ore 18

Gestus
a cura di
Laura Lamonea
Chief curator
Thomas Ba
Curatore junior

Date:
15 ottobre 2021
15 gennaio 2022

Sede:
Teatrino di Palazzo Grassi
Venezia

Orari:
Mercoledì, sabato e domenica
dalle ore 10 alle ore 19

In collaborazione con:
Palazzo Grassi – Punta della Dogana

Con il contributo di:
Acciòn Cultural Española

Guida della mostra

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