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XII edizione
The life of things 
and the invisible qualities of objects 

Ad arricchire la mostra sono stati programmati interventi performativi ed uno screening program di video danza con una selezione di titoli nazionali ed internazionali volta a risvegliare l’espressione del linguaggio fisico in relazione alle cose che ci circondano.

Siamo abituati a circondarci di oggetti, di corpi inanimati che convivono intorno a noi, partecipi del nostro agire e immobili nel divenire. Cosa ci dicono gli oggetti? Come permeano il nostro corpo?
La danza, dentro e fuori dallo schermo ci invita a risvegliare la percezione delle estensioni del corpo, delle relazioni tra soggetti più o meno animati, delle mutazioni di spazio e tempo.
Il Public Program della dodicesima edizione di Video Sound Art si articola intorno alla videodanza con una proposta inedita per l’Italia dove il linguaggio che unisce movimento e cinepresa rimane ancora perlopiù inesplorato.

Bianca Ambrosio, coordinatrice del public program


Candoco Dance Company e Jo Bannon
Feeling Thing

Nel film Feeling Thing della compagnia di danza londinese Candoco Dance Company e dell’artista Jo Bannon, tre performer stabiliscono un dialogo intimo con un oggetto: una scala, un ventilatore, un aspirapolvere. L’accompagnamento è dato da suoni ASMR – Autonomous Sensory Meridian Response – ovvero la sensazione di formicolio rilassante nella parte posteriore della testa quando vengono sentite o sperimentate azioni come sussurri, spazzolatura di capelli, graffi e colpi. Lo spettatore viene così invitato ad immergersi in uno spazio sensoriale, illogico e inquietante in cui tutte le cose sono vive.

Trailer >

Candoco Dance Company e Jo Bannon, Feeling Thing, 2022, 23′, installation view. Ph. Annalisa Lei

Silvia Giordano
Fresh oranges into the Ocean

Tre arance ricalcano il delicato passaggio di tre giovani donne all’età adulta attraverso una narrazione metaforica della loro condizione presente e delle loro proiezioni verso il futuro. In un intimo viaggio al femminile tra alte e basse maree, turbolenze e contraddizioni, calma e tumulto, Fresh oranges into the ocean invita a una riflessione poetica sui temi esistenziali dell’oggi in rapporto alla natura.

Trailer >

Silvia Giordano, Fresh oranges into the ocean, 2021, video, 21′. Installation view. Ph. Francesca Ferrari

Park So-Hyun
Pallae: Womanhood Story

Con Pallae: Womanhood Story della regista coreana Park So-Hyun, un’attività semplice come quella del bucato diventa un’azione performativa e narrativa ambientata in una struttura remota dove i corpi emergono in tutta la loro forza. Il film trae ispirazione dallo spettacolo di danza contemporanea Pallae di Nam Jeongho presentato per la prima volta nel 1993. 

Trailer >

Park Sohyun, Pallae Womanhood Story, 2021, 25′, installation view. Ph. Francesca Ferrari

Ensemble Kotoji
Performance di taiko

Durante il giorno dell’inaugurazione, Video Sound Art ha ospitato una performance di taiko a cura dell’ensemble Kotoji. I protagonisti dell’intervento musicale sono i tradizionali tamburi giapponesi che, nel corso della storia, hanno veicolato molteplici significati. Da strumento di comunicazione, all’incitamento in battaglia, il loro utilizzo durante cerimonie di vario tipo – religiose, riti di fertilità della terra, feste sociali – li rende oggetti dal forte potere simbolico.

Ensemble Kotoji, performance di taiko. Ph. Alessandro Baldeschi

Silvia Giordano
How can you float without sinking?

How can you float without sinking? è una performance site-specific, una partitura per tre corpi femminili, che ha instaurato un dialogo con l’opera video Con te di Letizia Cariello (LETIA).

In questo caso ho lavorato all’immersione dei corpi in dialogo con l’opera installativa di Letizia Cariello (LETIA), invitando le danzatrici a instaurare una connessione con specifiche sezioni del paesaggio che si sussegue, un processo che parte dall’esperienza emotiva per connettere percezione e tessitura individuale.
Silvia Giordano

Silvia Giordano, How can you float without sinking?, performance site-specific, 2022. Ph. Francesca Ferrari

Antonio Perticara, vincitore dell’Open Call
Drilling Down

Partendo dall’osservazione di uno strumento familiare, quale è il trapano, la lecture-performance Drilling down si è concentrata su una sua applicazione al di fuori del contesto ordinario.
L’artista propone la rilettura dell’antica pratica chirurgica della trapanazione tutt’ora semisconosciuta e connotata da una perturbante ambiguità di fondo. Debitore degli studi sul cospirazionismo e le fantasie di complotto che hanno interessato il dibattito degli ultimi decenni, il progetto connette una moltitudine di casi studio: dal Neolitico alla musica elettronica degli anni 90, passando per le sedicenti pratiche medievali di cura della follia, fino ad arrivare alle odierne richieste di trapanazione nei forum online, ai cartoni animati e molto altro. 

Antonio Perticara, Drilling Down, lecture-performance, 2022. Ph. Cesar Marenghi

XII edizione
The life of things
and the invisible qualities of objects

22 – 28 settembre 2022

Orari di apertura:
dalle h 19:00 alle h 24:00*
*Sabato 24 settembre dalle
h 22:00 all’1:00.

Opening:
giovedì 22 settembre, h 19:00

Sede:
Teatro Carcano
Corso di Porta Romana, 63,
MM3 Crocetta, Milano

Con il contributo di:
Fondazione Cariplo
8 per mille Chiesa Valdese
Mondriaan Fund
Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi

Con il patrocinio di:
Comune di Milano – Milano è Viva
Consolato Generale del Giappone a Milano

Open Call in collaborazione con:
Associazione Amici di Duccio

A cura di Video Sound Art
Direzione artistica e curatela 
Laura Lamonea 
Coordinamento Open Call 
Francesca Colasante 
Coordinamento Screening Program 
Bianca Ambrosio
Educazione
Thomas Ba, Gaia Lazzerini,
Agnese dell’Omo e Ileana Rutigliano
Produzione 
Lino Palena, Anita Wilczega e Carlo Di Florio
Ufficio stampa e comunicazione
Francesca Mainardi e Sofia Gemelli
Consulente comunicazione
Valentina Letizia
Identità visiva
Ilaria Roglieri
Tecnici
Dario Leone e Cesare Rossi 
Amministrazione
Giovanni Licari

Rassegna stampa