Never Ground

Never Ground è un’opera video ispirata a racconti fantascientifici sul mondo sotterraneo e alle più recenti scoperte scientifiche che connettono l’esplorazione speleologica all’esplorazione spaziale. Il video si presenta come un loop ininterrotto che raffigura una discesa e una risalita attraverso le viscere di un corpo celeste tracciando un potenziale viaggio spazio-temporale tra la Terra e i passaggi sotterranei di un altro pianeta.
In Never Ground si fondano insieme ecosistemi reali e scene costruite in studio ispirate alla realizzazione degli effetti speciali nei film di fantascienza pre-digitali che prevedono la costruzione di ambientazioni in miniatura e l’uso di props. La ricerca di Trejbalová sulle immagini in movimento è strettamente connessa alla sua pratica scultorea, parte centrale nella costruzione dell’immaginario cinematografico. Le sculture realizzate dall’artista diventano i set del film, testimoniando un processo di trasformazione della materia in immagine.Il video ripercorre la struttura del romanzo di Jules Verne Viaggio al centro della Terra (1864), in cui i protagonisti attraversano l’interno del pianeta, penetrando nelle sue viscere tramite un vulcano islandese e uscendo da quello di Stromboli. Il racconto ottocentesco anticipa così concettualmente quello che le tecnologie future avrebbero portato all’umanità ovvero la connessione tra due punti del pianeta tra di loro distantissimi. I sistemi sotterranei, in particolare i tubi lavici presenti sia sulla Luna che su Marte, sono diventati negli ultimi anni oggetto di grande interesse scientifico, poiché potrebbero essere i primi spazi in grado di ospitare futuri insediamenti umani. D’altra parte, i recenti sistemi di grotte terrestri scoperti ospitano organismi che si sono evoluti in condizioni così particolari da offrire indicazioni sulle possibili forme di vita in ambienti extraterrestri. Affrontare il tema del sottosuolo significa confrontarsi con una serie di questioni contemporanee cruciali: il suolo su cui camminiamo ospita la maggior parte della fauna del nostro pianeta e, allo stesso tempo, le vestigia di civiltà umane scomparse. Scavare ci consente di accedere a un tempo remoto, persino a un tempo profondo: è quanto avviene con l’estrazione di minerali e idrocarburi, da cui dipende la sopravvivenza del sistema capitalistico. Eppure, come esseri umani, siamo abituati a percepire solo la superficie visibile del nostro pianeta, quasi come se abitassimo su un piano infinito.


