Thomas Hirschhorn
Berna, Svizzera, 1957
Dopo aver studiato alla Kunstgewerbeschule di Zurigo, nel 1983 Thomas Hirschhorn si trasferisce a Parigi dove attualmente vive e lavora. Con ogni mostra, che si tratti di un museo, di una galleria o di uno spazio alternativo, Hirschhorn ribadisce il suo impegno nei confronti di un pubblico inclusivo, come dimostrano i numerosi progetti realizzati in spazi pubblici.
Le sue opere sono esposte in tutto il mondo in musei, gallerie e mostre, tra cui la Biennale di Venezia (1999 e 2015), Documenta 11 (2002), la 27ª Biennale di San Paolo (2006), la 55ª edizione del Carnegie International di Pittsburgh (2008), il Padiglione svizzero alla 54ª Biennale di Venezia (2011), La Triennale al Palais de Tokyo, a Parigi (2012), la 9ª Biennale di Shanghai (2012), Manifesta 10 a San Pietroburgo (2014), la South London Gallery (2015), la Galleria Nazionale del Kosovo (2018), il MoMA PS1 (2019), il MAAXI, Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo, Roma (2021), “Masterful Attention Seekers”, Museo d’Arte Contemporanea, Busan (2024). Tra le sue recenti mostre personali figurano “Fake It, Fake It – Till you Fake It” alla Gladstone Gallery di New York (2024), “LAST CHANCE: Cosa possiamo imparare dalla storia dell’arte per la comprensione odierna?» alla Galerie Chantal Crousel, Parigi (2024), “Laboratoire des Monuments tombés” all’Artothèque, Caen (2025), “My Atlas #Our Atlas” presso il Museo Helga de Alvear, Cáceres, Spagna (2026), e “Pavillon Simone Weil”, Fondazione Pavillon Sicli, Ginevra, Svizzera (2026).
