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Ludovica Carbotta

Monowe (Tribunale)

2019

Ludovica Carbotta, Monowe (Tribunale), 2019 — Installazione complessa, dimensioni variabili, ferro, legno, pvc, petg, vernice, rete

Monowe è una città immaginaria che, a metà strada tra una rovina e un cantiere aperto, mira a replicare l’attuale stile di vita urbano, solitario e individualista. Riflette il modello di una città utopica, un modo di ripensare allo spazio urbano, arrivando a contraddire la sua stessa identità. Una città che non sia più un insediamento composto da molti individui, ma un luogo abitato da una sola persona. Ludovica Carbotta presenta la serie Monowe Il tribunale. L’organo giuridico appartiene ad una città composta da un unico abitante. In un mondo in cui l’individualismo prevale sull’individuo, come potrebbe funzionare un tribunale? Essendo l’ipotetico cittadino imputato, difesa, accusa e giuria contemporaneamente egli percepisce sé stesso in terza persona, diventa estraneo alle sue medesime azioni, come l’attore di Brecht si “tiene a distanza”. In questa immagine si concretizza il corpo della seconda parte della mostra: alla scomposizione delle parti, segue una ricomposizione, sondando nuove possibilità di stare al mondo.

In particolare sto esplorando ciò che chiamo “fictional site specificity”, una forma di pratica che considera luoghi immaginari o ingloba luoghi reali in contesti fittizi, recuperando il ruolo dell’immaginazione come valore per costruire la nostra conoscenza.
Ludovica Carbotta

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