Testo curatoriale

Ci sono due giovani pesci che nuotano uno vicino all’altro e incontrano un pesce più anziano che, nuotando in direzione opposta, fa loro un cenno di saluto e poi dice “Buongiorno ragazzi. Com’è l’acqua”? I due giovani pesci continuano a nuotare per un po’, e poi uno dei due guarda l’altro e gli chiede “ma cosa diavolo è l’acqua?”

Questa è l’acqua: nel maggio del 2005 David Foster Wallace tenne un discorso per il conferimento delle lauree al Kenyon College, nell’Ohio. Quel testo fa parte di This is water, una raccolta di racconti pubblicati nel 2009.

Siamo immersi in una bufera invisibile, l’atmosfera che abitiamo è letteralmente attraversata da onde che trasportano informazione. Pixel e bit, minuscole particelle silenziosamente compongono ogni momento della nostra esperienza. Insiemi organici di campioni discontinui – poligoni, script – modificabili in qualsiasi momento, assumono la forma delle nostre visioni.  Strutture puntiformi e linee discrete si assemblano in un’infinità di sequenze, in varie dimensioni e livelli di dettaglio.

Impenetrable è un’indagine sulla natura superficiale dell’interfaccia, dove le interazioni tra corpi si fanno spazio visibile, segno matematico da contemplare e trasmettere,  ma è anche uno studio sull’essenza del pittorico e sulle sue potenzialità espressive nel contemporaneo.

Giulio Frigo  è  un artista tra i più significativi della scena italiana contemporanea per la sua indagine sulla modulazione della luce e per lo studio sul colore che gli hanno permesso di raggiungere livelli innovativi nell’ambito della rappresentazione artistica.

Il percorso espositivo  ci invita a riflettere sull’interdipendenza della realtà analogica della sensazione a quella virtuale e discreta della computazione.
Nella grande tribuna che si affaccia sulla vasca interna della piscina Cozzi, l’artista presenta la nuova installazione complessa, composta da due grandi dipinti e uno corridoio di tubi in pvc attraversabile dai visitatori. Il percorso prosegue nell’antico bagno mosaicato degli anni ‘30, uno spazio normalmente inaccessibile al pubblico, riaperto in occasione della mostra e che ospita la sonorizzazione composta da Carlo Boccadoro, direttore artistico dell’ensemble Sentieri Selvaggi.

Come una controparte sonora del pixel, Boccadoro accosta alle opere pittoriche un suono granulare, che si diffonde nello spazio come un insieme di grappoli sonori. Microeventi musicali, con sonorità alte e iper definite ottenute con strumentazione classica, che stabiliscono un rapporto di variabile consonanza tra visibile e udibile.

Video Sound Art festival dal 2011 sostiene la nascita di nuove produzioni, riflettendo sui mutamenti del linguaggio installativo come esito di un processo di ibridazione delle discipline tradizionali: scultura, architettura, cinema, teatro. Le opere nel corso degli anni sono state presentate al pubblico in contesti espositivi lontani dai circuiti ordinari, con l’intento di testare la capacità di adattamento dell’arte nella società: mostre collettive presso scuole pubbliche, sotterranei, sale teatrali. Anche quest’anno la dimensione espositiva trasforma gli impianti sportivi, mettendo in dialogo le produzioni artistiche con la critica contemporanea e convivendo – durante i mesi autunnali – con l’attività natatoria.Il progetto espositivo è risultato vincitore per la qualità curatoriale nell’ambito del bando Exhibit Program – promosso dalla Direzione Generale di Creatività Contemporanea del MiBACT.


THE REFLECTING POOL
Impenetrable
II CAPITOLO 
16 Ottobre – 16 Novembre
Piscina Cozzi
A cura di Laura Lamonea
Sonorizzazione composta da Carlo Boccadoro direttore artistico dell’ensemble Sentieri Selvaggi

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Piscina Cozzi
Viale Tunisia, 35, Milano

Con il sostegno di:
Fondazione Cariplo
Regione Lombardia

Con il contributo di:
MiBACT

Con il patrocinio di:
Comune di Milano

Partner:
Milanosport
Galleria Francesca Minini
Associazione Le Belle Arti
Studio Mosae

Con la collaborazione di:
Sentieri selvaggi

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