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Video di Thijs van Gasteren per la residenza di Daniel De Paula a De Fabriek Eindhoven, 2019

Il lavoro di Daniel de Paula intende riflettere sulle dinamiche di potere all’interno delle strutture politiche, sociali, economiche e storiche che plasmano inevitabilmente luoghi, oggetti e relazioni. Attraverso strategie come la negoziazione, lo spostamento di oggetti quotidiani e l’appropriazione di infrastrutture pubbliche, le sue installazioni tentano di disarticolare, ricostruire e risignificare sistemi spaziali e concettuali rigidi.

Esposta su uno schermo LED scomponibile, circulação, dal 2019 ancora in corso, presenta una raccolta di filmati concessi all’artista da società che effettuano ispezioni per multinazionali attive nell’estrazione di risorse naturali e nelle telecomunicazioni. La neutralità dei contenuti è solamente presunta: le immagini mostrano l’incessante mercificazione del paesaggio.
Le opere scultoree sono realizzate con materiali di recupero provenienti da ambienti diversi: cavi elettrici, componenti di antenne, folgorite (fossili originati da fulmine). Anche per  l’intervento sonoro l’artista utilizza materiale esistente o ottenuto attraverso la pratica della negoziazione: si tratta di frammenti di suono a partire dal software autotune e suoni provenienti da società che raccolgono dati per l’industria dell’estrazione del petrolio.
Autotune è un software utilizzato nella musica pop per correggere  l’intonazione, un esempio è la canzone Believe di Cher. E’ stato inventato da Andy Hildebrand, uno scienziato che, all’epoca, lavorava per la ExxonMobil raccogliendo dati sismici con l’intento di individuare i giacimenti di petrolio nel sottosuolo. L’industria petrolifera per ottenere dati sulla posizione di nuovi giacimenti trasmette onde soniche che rimbalzano indietro alla fonte. I dati raccolti vengono analizzati nel tentativo di determinare la composizione del terreno.
E’ a partire da questi presupposti che Andy Hildebrand – flautista dilettante – crea autotune. La nuova opera di Daniel De Paula, attraverso trattative e osservazioni, mostra un sistema di controllo  in cui la produzione e lo scambio di merci sono al centro,  anche del  software usato per creare canzoni pop.


Nato nel 1987, è un artista e ricercatore brasiliano che vive e lavora tra Amsterdam e San Paolo. Ha esposto presso importanti istituzioni quali: Bienal de São Paulo; The Arts Club of Chicago; Kunsthal Gent; MASP, São Paulo; PAC, Milano; ROZENSTRAAT, Amsterdam; Estação Pinacoteca, São Paulo; MAC, São Paulo. È stato inoltre artista in residenza presso la Jan van Eyck Academie, il FLACC e il KIOSKO. Il suo lavoro è rappresentato dalle seguenti gallerie: Francesca Minini a Milano, Jaqueline Martins a Bruxelles e Lumen Travo ad Amsterdam. Quest’anno partecipa alla 16a Biennale d’Arte Contemporanea di Lione. È rappresentato in Italia dalla Galleria Francesca Minini di Milano.

XII edizione
The life of things
and the invisible qualities of objects

22 – 28 settembre 2022

Sede:
Teatro Carcano
Corso di Porta Romana, 63,
MM3 Crocetta, Milano